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MOMENTI
Se potessi vivere nuovamente la mia vita,,
nella prossima commetterei più errori;
non cercherei di essere perfetto mi rilasserei di più,
sarei più tonto di quello che sono stato.
Difatto prenderei molte cose meno seriamente.
Sarei meno igenico, mi azzarderei di più,
farei più viaggi, osserverei più tramonti,
andrei in luoghi dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
vivrei con più problemi reali e meno immaginari...
Io ero una di queste persone che vivono sensatamente
ogni minuto della propria vita;
chiaramente ho avuto momenti di allegria,
però se potessi tornare indietro,
cercherei di vivere solamente i buoni momenti,
perché se non lo sai, di questo è fatta la vita,
solo di momenti.
Non te li perdere ora.
Io ero una di quelle persone che mai andava da nessuna parte
senza un termometro, una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute.
Se potessi rinascere...
Comincerei ad andare scalzo al principio della
primavera e così sino alla fine dell'autunno.
Passeggerei di più col calesse,
guarderei più tramonti e giocherei di più con i bambini.
Se avessi la vita davanti a me...
Però ho gia ottantacinque anni e so che sto per morire.
(Borges)
ALTROVE
Andiamo via, creatura mia,
via verso l'Altrove!
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.
La luna che splende su chi
là vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell'immortalità.
Lì si incominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni, reali o sognate, sono cantate
da labbra che si possono contemplare.
Il tempo lì è un momento d'allegria,
la vita una sete soddisfatta,
l'amore come quello di un bacio
quando quel bacio è il primo.
Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.
Oh, andiamo a cercar l'Altrove!
(Pessoa)
ARRIVEDERCI FRATELLO MARE
Ecco, ce ne andiamo come siamo venuti,
arrivederci fratello mare.
Mi porto un po' della tua ghiaia,
un po' del tuo sale azzurro,
un po' della tua infinità, della tua
luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dire tante cose
sul tuo destino di mare.
Eccoci con più speranze,
Eccoci con più saggezza,
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.
(Hikmet)
RESTARE IN SILENZIO
Ora conteremo fino a dodici
e tutti ci fermeremo.
Per una volta sulla faccia della terra,
non parliamo alcuna lingua;
fermiamoci per un secondo
e smettiamo di gesticolare tanto.
Sarebbe un momento esotico,
senza fretta, senza motori;
ci troveremmo tutti insieme
in un'improvvisa stranezza.
I pescatori nel freddo mare
non farebbero del male alle balene
e l'uomo che raccoglie sale
si guarderebbe le mani ferite.
Quelli che preparano guerre verdi,
guerre coi gas, guerre col fuoco,
vittorie senza sopravvissuti,
indosserebbero abiti puliti
e camminerebbero con i loro fratelli
all'ombra, senza far nulla.
Quello che voglio non va confuso
con l'inerzia totale.
E' della vita che si tratta;
non faccio patti con la morte.
Se non fossimo ossessionati
dal tenere la vita in movimento,
e una volta tanto potessimo non far nulla,
forse un immenso silenzio
interromperebbe questa tristezza
di non capirci mai
e di minacciarci di morte a vicenda.
Forse la terra ce lo può insegnare,
come quando tutto sembra morto
e poi si dimostra vivo.
Ora conterò fino a dodici
e voi starete in silenzio e io me ne andrò.
(Neruda)
IL FLORIDO RAMO
Non amare il florido ramo,
non mettere nel tuo cuore
la sua immagine sola:
esso avvizzisce.
Ama l'albero intero,
così amerai il florido ramo,
la foglia tenera e la foglia morta,
il timido bocciuolo e il fiore aperto,
il petalo caduto e la cima ondeggiante,
lo splendido riflesso dell'amore pieno.
Ama la vita nella sua pienezza:
essa non conosce decadimento.
(Krishnamurti)
UN UOMO LIBERO
- « Venite a comprarmi » gridai al
mattino
camminando per la strada selciata.
Spada in mano, venne il re sul suo carro.
Mi prese la mano dicendo:
« Ti comprerò col mio potere ».
Ma il suo potere non valeva nulla,
e se ne andò sul suo carro.
Nella calura del meriggio
le porte delle case erano chiuse.
Io vagavo per la strada tortuosa.
Un uomo uscì col suo sacco d'oro.
Meditò e disse:
« Ti comprerò col mio denaro ».
Pesò le sue monete a una a una,
ma io me ne andai per la mia strada.
Era sera. La siepe del giardino
era tutta in fiore. La bella
fanciulla uscì e mi disse:
« Ti comprerò col mio sorriso ».
Il suo sorriso svanì
e si sciolse in lacrime,
e lei tornò sola nel buio.
Il sole brillava sulla sabbia,
le onde del mare si frangevano ribelli.
Un bimbo sedeva giocando con le conchiglie.
Alzò la testa e parve riconoscermi,
e disse: « Ti comprerò con nulla ».
Da quel momento il contratto
concluso come per gioco
fece di me un uomo libero.
(Tagore)
ALCUNI VERSI DI KHAN
E da ultimo non una vera poesia ma un estratto da un lungo
componimento di un autore del XVII secolo. Khushhal Khan era di
origine afgana pasthu, ma scrisse in Pharsi, essendo "alloggiato"
presso la corte persiana.
- Il poeta spasimava per una dama di
corte civettuola, disponibile a parole, ma avara nei fatti.
E, come spesso accade, crudele con lo spasimante intellettuale, ma
arrendevole nei confronti di altri più rudi frequentatori della
corte.
Del lungo poema che Khan dedica alla donna , ho ricavato alcuni
versi che mi sono particolarmente piaciuti.
Dapprima il cuore mio,
con gli occhi tuoi fermasti,
Per un tuo cenno, dopo,
l' anima mia fu fuoco.
.
Non trovò pace il cuore,
non giunse sino al bacio,
eppure per quel bacio,
sino alla morte giunsi.
.
così strappasti il sonno
agli occhi di chi t' ama
e con le trecce nere,
con i riccioli fitti,
all' impazienza induci
chi non vorrebbe amarti
.
andò da lei il mio cuore,
non ritornò più indietro,
non ritornò mai più.
parlo delle tue labbra
e già la bocca è dolce,
oh felice chi baci
a quelle labbra colse!
Inghiotto il mio tormento:
solo così lo celo;
ma come celo, dimmi,
le lacrime di sangue?
Parlo del volto tuo,
unica mia preghiera;
l' infamia è nel tacerne.
Porgo in offerta a te,
la mia città, il mio regno;
io amo a questo modo,
mi gioco il mondo intero;
e non si parli più
d' altre storie d' amore.
(Khushal Khan)
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