UNA CORONA DI LAURO

La mattina del 25 aprile stavo andando a bere un caffè nei pressi di casa mia, quando ho incrociato un terzetto di anziani, a occhio e croce tutti attorno agli 80. Due reggevano una scala, un terzo arrancava con in mano una corona di lauro intrecciato da cui pendeva una coccarda tricolore. Si sono arrestati dopo pochi metri e allora, incuriosito, sono tornato sui miei passi. Hanno appoggiato la scala al muro e a quel punto ho notato una lapide annerita. La scritta diceva:

" Qui dimorò Antonio Maria Colombo ( 1925 - 1944) che la fiorente giovinezza offrì in sacrificio alla causa della libertà".

Stavo considerando il fatto che, da che abitavo in zona ( sedici anni), non avevo mai notato la targa, quando sono stato distratto dalle voci dei tre. Stavano litigando sul chi dovesse salire in cima alla scala, dandosi l' un l' altro del vecchio disastrato. Poi l' ha spuntata il più arzillo e, un piolo alla volta, si è arrampicato. Ha dato una pulita sommaria alla scritta e ha cominciato a sistemare la corona, mentre uno reggeva la scala e il terzo stava in disparte accanto a me. Mi ha guardato e mi ha rivolto la parola in dialetto milanese.
"Io lo conoscevo il Colombo. Eravamo a scuola insieme. L' è morto per fare l' Italia libera. Ma l'è morto per niente a vedere il disastro che c'è". Ha scosso la testa, non voleva un dialogo.

Ma prima di andare via, visto che ero l' unico spettatore, mi ha detto " Sono 58 anni che veniamo qui il 25, anche se non importa più niente a nessuno. E ci veniamo ancora".

Sono rimasto a guardare la targa e a pensare a cosa si possa annidare nell' animo di questi anziani. Hanno combattuto, lottato, sofferto; hanno sacrificato la giovinezza, molti la stessa vita. Avevano speranze, ideali, progetti. Era questo il Paese dove volevano vivere? Come devono sentirsi nell' apprendere che la loro Italia ha prodotto una legge sulla tortura da far impallidire i peggiori stati retrogradi e totalitari?

E questa aria di revisionismo storico, come la vivono? Questa voglia di allontanare la memoria, questo tentativo di minimizzare quello che fu il fascismo. Quanta tristezza contenevano le parole dell' anziano partigiano!
 


POESIA

Quando è stata l' ultima volta che avete "perso la testa" come si suol dire?
Non importa che fosse un amore passionale o platonico, corrisposto o meno, dichiarato o tenuto segreto.
Ci sono indizi che ci avvertono che qualcosa è successo? Secondo Marina Ivanovna Cvetaeva ci sono, eccome!
E li ha messi in poesia.

Indizi
Come spostando pietre:
geme ogni giuntura!
Riconosco l'amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l'amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l'amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un'aureola
di vento! Riconosco
l'amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Riconosco l'amore dal boato
- dal trillo beato -
lungo tutto il corpo!

(m.i. cvetaeva)
 


Caldo, freddo. Sole, pioggia. Non è che questa primavera mi stia piacendo!
Un saluto a tutti. Cerchiamo di star bene. Se ognuno sta bene, il mondo migliora.