Il pensiero libero

Nell' arco della stessa giornata mi è capitato di scambiare lunghe chiacchiere con due trentenni. Si era nei giorni prima delle recenti elezioni e inevitabilmente la politica è stata padrona del nostro interloquire.
Due persone opposte e quasi icone di un certo modo di essere.

L' uno firmato da capo a piedi. Non gli ho chiesto conto di mutande e calzini, ma sono certo che sarebbero stati griffati a dovere. Il suo parlare era infarcito di slogan televisivi, presi dai reality show o da Porta a Porta. La sua visione del mondo orientata alla "globalizzazione", al "mercato" , alla giustificazione delle guerre, inevitabili, necessarie. Le aspettative per i prossimi anni piegate su meri bisogni materiali. I soldi come obiettivo unico.

L' altro invece una sorta di manichino dell' intellettuale di sinistra: orecchino, capello sciolto, abiti da bancarella, copie di giornali "politically correct" sotto il braccio. Visione pessimistica della società e dell' umanità. Rammarico per non poter votare un partito marxista - leninista. Ne ho conosciuti diversi negli anni. Incuranti dell' anacronismo, seguitano a dissertare di utopie sino all' età canuta, senza combinare granché, beandosi del loro disfattismo autolesionista.

I due sono nati e cresciuti nella stessa città, da famiglie "tipiche" , stessi studi, stessa possibilità di accesso alle fonti di informazione, più o meno stessi ambienti. E dunque dove sorgono le distorsioni del pensiero? Perché la mente si lascia a un certo punto sedurre da vacuità?

La risposta non è certo semplice, anzi è davvero complessa. Però io credo di poter individuare una delle cause: l' assenza di pensiero libero. L' esercizio del pensiero libero. Quello che fa essere vicini all' obiettività di fronte ai fatti, quello che fa affrontare con realismo la vita, senza inseguire pifferai o chimere.

Eppure più di duemila anni fa Aristotele era stato così chiaro, così ammonitore, così lucido.
C'è una sua frase che spesso mi piace citare:
"Se cammini troppo sul lato destro rischi di cadere nel fosso di destra. Se cammini troppo sul lato sinistro rischi di cadere nel fosso di sinistra. Bisogna stare nel mezzo della strada".

Credete sia semplice? Provate a metterlo in pratica!


POESIA

Da abbastanza ( troppo) tempo, non ripropongo Hikmet. Eccone una che qualche brivido lo mette!

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà,
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d' estate.
Sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa,
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.

N.H.