QUESTA VOLTA CINEMA!

E' finita la mia trasmissione radiofonica sul cinema, ma non certo la mia passione per il grande schermo.
Dopo aver letto e riletto su "Le chiavi di casa" non potevo astenermi dall' andarlo a vedere.
Tanto più che si erano levate critiche al fatto che non avesse ricevuto alcun premio a Venezia.

Insomma un gran polverone. Poi vai e ti chiedi: cosa dovevano premiare? Almeno io me lo sono chiesto. La sceneggiatura? No, davvero. Troppo semplice , troppo facile andare a cercare commozione presso il pubblico più incline a lacrimare al buio.

Poi sul genitore che recupera il rapporto col figlio/a ormai di film ne hanno fatti a vagonate.
Si cimentò persino Stallone ( Over the top, ricordate?).
Qui c' era la variante del figlio disabile, ma insomma niente di che. A parte il saggio di bravura del ragazzo.

Premiare Rossi Stuart? Bello sì. Da immaginare a letto ( per le fun femminili o assimilati) , certo. Ma la sua staticità in questo film è pari solo a quella di Harrison Ford o di Tom Cruise. O dell' ultimo Accorsi, che mi pare ormai declinante come attore. La Rampling? Lei sì ingrana la marcia giusta. Ma i dialoghi tra i
due sono quanto di più improbabile possa accadere nella realtà.

La regia? Troppo televisiva, orami ci cadono in molti. I critici hanno sottolineato come Amelio abbia reso lo"spaesamento" del protagonista nella città sconosciuta. Sì, qualcosa c'è. Ma aveva fatto molto meglio la Coppola in Lost in Translation..

Invece il Mare dentro, ah sì! Altrochè ! Barden dovrebbe prendere l' Oscar per miglior attore senza passare dalle nomination. Il tema è duro e spietato; ma è trattato senza enfasi narrativa, senza retorica, niente "fishing for tears" e tanto mestiere. Ci può essere qualche forzatura , ma la si perdona, vista la mano saggia del regista.
E poi: ognuno dei personaggi è una vittima e tutti hanno la loro verità, ed è una verità plausibile anche se collide con le altre. Gigantesche le figure dei familiari del paralitico.
Non figura tra i film più visti in questo periodo. Perchè?

Suggerirei di vederli entrambi e fare confronti.

Lo scorso anno avevo dato un' occhiata ai reality show ( strana definizione visto che è tutto fasullo) e ne parlai qui a Villa fiorita. Ma quest' anno non ce l' ho fatta. La mia separazione dalla Tv sta arrivando a un grado elevato.


POESIA

La poesia è del mio amato Tagore, che ultimamente ho un po' trascurato andando a cercare novità. La sua invocazione la potremmo fare nostra e sperare che altri popoli si destino. A partire da quello che abita entro i confini di questo bizzarro Paese, talvolta così ricco di geni e spesso così povero di idee.


Dove la mente non conosce paura
e la testa si tiene alta;
dove il sapere è libero;
dove il mondo non è ridotto in frammenti
da anguste pareti domestiche;
dove le parole sgorgano dalla profondità del vero;
dove un instancabile impegno protende le braccia verso la perfezione;
dove il limpido ruscello della ragione non s'è perduto
nelle monotone deserte sabbie di stracche abitudini;
dove la mente da Te è condotta
a un pensare e a un agire sempre più vasti.....
Sotto tal cielo di libertà, Padre mio,
fa che il mio popolo si desti.


 

R. Tagore
 


CURIOSITA'

Ieri il presidente del consiglio ha definito Gheddafi leader della libertà.
Per decenni avevo pensato si trattasse di un dittatore che finanziava il terrorismo internazionale ( strage di Lockerbie etc etc) , che avesse abolito i diritti umani nel suo paese e che fosse nell' elenco degli Stati canaglia. Meglio così. Avevo giusto un posto tra le foto di Gandhi e Martin Luther King. Adesso ci metto anche il colonnello libico.


LA FRASE

La persona più felice è quella che ha i pensieri più interessanti.

( Timothy Dwight )