LA CRUNA DELL’ AGO

Quando andavo al catechismo non mi capacitavo. Perché mai Gesù Cristo, che parlava agli umili e ai poveri, che usava parole semplici, che raccontava parabole facili, se ne era venuto con quella ardita comparazione riportata da San Matteo
"è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco entri nel Regno dei Cieli" ?
Poi ho scoperto.

L' inghippo fu causato dalla sbrigativa traduzione di san Gerolimo, che interpretò la parola "Kamelos" come camelus. E ovviamente i traduttori successivi dal latino all' italiano scrissero cammello. In realtà in greco "Kamelos" è il cavo d'ormeggio utilizzato per legare le barche ai moli. Allora tutto torna. Allora sì che è più facile........

Facile. Come scrivere narrativa. Leggo la pubblicità di un corso per corrispondenza. E tra gli insegnanti c'è Lamberto Sposini e Teresa De Sio. Ma perché un conduttore Tv e una cantante dovrebbero insegnare a scrivere? Un fabbricante di mandolini può insegnare musica? Il titolare del colorificio qui sotto può istruire i ragazzi dell' accademia di Brera? Chissà perché, quando si parla di scrittura, tutti possono diventare maestri. Quando sento qualcuno dire "mi piacerebbe scrivere un libro" rispondo " a me invece fare un' operazione a cuore aperto".
Mi guardano strano. Non capiscono.

Anche il ministro Tremaglia non è stato capito. Critiche e polemiche a non finire. Ma scusate, un tizio che si è sempre vantato di essere stato una camicia nera di Salò; che ha vissuto il mito delle case chiuse, della virilità, di faccetta nera e dell' impero, che linguaggio dovrebbe usare se non quello delle camerate di coscritti ? La sua espressione
"in Europa la maggioranza sono culattoni" mi pare consona con la sua cultura ed educazione.


POESIA

Meglio passare alla poesia della settimana. Direi di rimanere nel tema "proposto" dal ministro.
Cominciando con Kostantinos Kavafis, cantore di amori sognati, inseguiti, a volte raggiunti a volte perduti.

La stanza era povera e volgare
nascosta sopra una taverna infima.
Dalla finestra si vedeva il vicolo
stretto e sporco. Da sotto
venivano le voci di operai
che giocavano a carte, si divertivano anche.
E la, su un letto di poco prezzo
ebbi il corpo dell' amore, ebbi le labbra
voluttuose e rosee dell' ebrezza.
di una tale ebrezza, che anche ora
che scrivo, dopo tanti anni,
mi inebrio nella mia casa deserta.
 

K. Kavafis
 

E che dire dell' immensa Saffo? Sentite come riferisce del turbamento che le provoca la sola presenza dell' amata.


A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta, mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde nella lingua inerte.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue nelle orecchie.
E tutta in sudore e tremante
come erba patita scoloro;
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.

Anche due settimane fa , ci avevate fatto caso, c'era un poeta che aspettava il ritorno dei boscaioli....
Azz.......se lo viene a sapere Tremaglia che pure qui......;-)
Ciao a tutti. Di qualsiasi sesso siate.