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LA
FACCIA DELL’ AMERICA......
Che Los Angeles e New York abbiano votato in massa per Kerry non
significa proprio nulla. O meglio conferma quanto sia errato
identificare gli Stati Uniti con queste due città. Errore molto
diffuso.
Se fate un viaggio negli Stati del centro e del sud vi accorgete che
l' America non è quella dei grattacieli ma dei contadini e degli
allevatori. Entrate in un bar di Buffalo nel Texas e chiedete ai
presenti chi ha dipinto la Gioconda, chi ha scritto la Divina Commedia
o qual è la capitale della Polonia. Vi guarderanno come foste
venusiani e poi, scuotendo il capo, torneranno a divorare panini zuppi
di ketchup e senape.
Mi è capitato di attraversare città in Arizona o in Colorado dove gli
uomini calzano stivali di cuio con ricami e borchie; e girano con in
testa i cappelli da cow boy. Non per la festa di Halloween, ma per
andare a lavorare, in banca, alla posta, al cinema. Gli americani
sapevano bene che Bush il piccolo, prima di mettersi in politica, era
un buono a nulla con problemi di alcool. Sapevano anche che aveva
mentito spudoratamente sulla guerra in Iraq. Non perché lo abbia
rivelato Michael Moore nel suo film, ma perché lo ha stabilito il
Congresso ( a maggioranza repubblicana!). Eppure lo hanno
riconfermato.
Il fatto è che Bush incarna lo spirito dell' America profonda, quella
che conosciamo poco; ancora ipocritamente moralista e perbenista;
arroccata attorno ai barbecue domenicali; alla patria come valore
supremo. Al territorio da difendere o da colonizzare. Sono battisti,
evangelici e anglicani; ma soprattutto calvinisti. Poca spiritualità e
molta concretezza.
Bistecche gonfiate da estrogeni e superball; mission impossible e auto
da 6000 di cilindrata.
Uno slogan turistico di qualche anno fa recitava : come in USA, the
country where everything is big!
L' America - ha scritto Kenneth Allsop - mostra sempre la sua faccia
peggiore.
POESIA
Anna Achmatova ( pseudonimo di Anna
Andreevna Gorenko) è stata forse la più grande poetessa russa del
'900. Come molti intellettuali ai quali è toccata la sventura di
vivere durante l' oscuro periodo stalinista, dovette attendere la
tarda età per venire "riabilitata" in patria. Storie già sentite! In
questa lirica si misura con un tema tanto caro ai poeti: il distacco,
la separazione.
Nero e duro distacco
che io sopporto al pari di te.
Perché piangi? Dammi meglio la mano,
prometti di ritornare in sogno.
Noi siamo come due monti....
non ci incontreremo più a questo mondo.
Se solo, quando giunge mezzanotte,
mi mandassi un saluto con le stelle.....
A. Achmatova.
Questo invece è Montale che dice la
sua sul concetto di tempo. Sono abbastanza d' accordo!
E' ridicolo credere
che gli uomini di domani
possano essere uomini.
Ridicolo pensare
che la scimmia sperasse
di camminare un giorno
su due zampe.
E' ridicolo ipotecare il tempo
e lo è altrettanto
immaginare un tempo
suddiviso in più tempi....
E. Montale
"La farfalla non
dispone di mesi, ma di attimi. E il tempo le basta." (R. Tagore)
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