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IL
CONTROLLO DELL’ INFORMAZIONE
Winston Smith, il personaggio principale di 1984, lavora al Ministero
della Verità. Ha il compito di censurare libri e giornali non in linea
con la politica ufficiale, di alterare la storia e , quando serve,
semplificare il linguaggio. Ormai è talmente abituato che opera con
una sorta di stanchezza e non cura.
George Orwell, con l' inspiegabile dote di molti scrittori di
presumere il futuro, aveva immaginato anni bui per l' informazione.
Inutile elencare qui, quante volte nell' ultimo mezzo secolo in molte
nazioni ci sono state vere e proprie tirannie mediatiche.
Tuttavia certe situazioni competono prevalentemente a paesi del
cosiddetto terzo mondo retti ancora da oligarchie militari o
dispotiche. Con l' eccezione dell' Italia.
Venerdì scorso Luca di Montezzemolo , durante un convegno a Piacenza,
ha così commentato questa vicenda del taglio alle tasse " Voglio star
fuori dal modesto dibattito di basso profilo di questi giorni, dico
solo che non si discute del futuro del paese sulla base di scelte
elettorali".
La frase è riportata dall' agenzia Radiocor del Sole 24 ore, l' organo
ufficiale di Confindustria.
Al TG1 dello stesso giorno ecco cosa è stato detto: " Oggi il
presidente di Confindustria a Piacenza ha detto che il Governo ha
fatto molto ma molto resta ancora da fare".
Ognuno tragga le considerazioni che crede. E pensi a quante e quali
notizie possono essere abilmente manipolate ogni giorno. Ciò che più
mi stupisce è che molte persone si rendono conto di quanto stia
accadendo nel nostro paese, ma sono come sopite, disattivate, incapaci
di indignarsi. Siamo già giunti alla rassegnazione orwelliana? Mi
dispiace non avere ancora il Forum di Villa fiorita, avrei proposto un
dibattito su questo tema. Vedrò di recuperare Mario Scola ( ha aperto
un seminario di danza del ventre a Istanbul) e magari rimettere in
piedi il Forum. E ora la solita poesia; che almeno fa bene allo
spirito. Alla prossima!
POESIA
Ancora una lirica di Dino
Campana. Di come si cammina per le vie quando si è con la testa
confusa da pensieri affollanti. Curiosa è l' apparizione, qua e là, di
rime alternate.
Me ne vado per le strade
strette, oscure e misteriose.
Vedo dietro le vetrate
affacciarsi gemme e rose.
Dalle scale misteriose
c'è chi scende brancolando.
La stradina è solitaria,
non c'è un cane, qualche stella
nella notte sopra i tetti.
Pur mi sento nella bocca
la saliva disgustosa. Via dal tanfo,
via dal tanfo! E cammina e via cammina!
Già le case son più rade,
trovo l' erba, mi ci stendo
a conciarmi come un cane.
Da lontano un ubriaco
canta amore alle persiane.
(D.Campana).
Piaciuta? Dunque a Milano
si sono ricordati che Petrarca visse molti anni in una nobilare casa
colonica e che qui compose molto. Dopo sette secoli esatti dalla
nascita, la ristruttureranno.
Allora in omaggio al poeta alcuni suoi versi. Incontra la signora che
lo lasciò e lei, bella bella, glielo ricorda. E lui reagisce come
ognuno di noi reagirebbe: con stizza!
"Non ti sovvien di quell' ultima sera -
dice ella - ch'io lasciai li occhi tuoi molli,
e sforzata dal tempo me ne andai?"
Io non tel potei dir allor né volli;
or te lo dico per cosa esperta e vera:
non sperar di rivedermi in terra mai!.
(F.Petrarca).
"La farfalla non dispone di mesi, ma di attimi. E il tempo le basta."
(R. Tagore)
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