UN CULO PER TUTTI I PANTALONI

Un vecchio amico genovese usava questa espressione per indicare quel genere di persone che si adattano a ogni situazione, che si flettono alle circostanze per trarne beneficio e vantaggi, che cambiano padroni e opinioni nel breve volgere di un mattino. Un figuro che ha un culo buono per ogni pantalone è l' esimio e algido Carlo Rossella.

Pensate. Ha condotto un canale radio in quota socialista; poi si è fiondato al servizio della famiglia Agnelli per guidare "La Stampa" vestendosi da liberal; breve parentesi nel gossip e programmi trash; quindi di corsa a dirigere il tg1 ! Le elezioni del 2001 cambiano il vento e lui cambia pochette nel taschino e ci mette quella azzurra. Subito a Panorama a "normalizzare" quello che una volta era un periodico con lo slogan " i fatti separati dalle opinioni". E lo era, amici miei, lo era! Ai tempi di Lamberto Sechi era un settimanale coi fiocchi!

Infine il gran balzo al tg5 a smantellare l' unico telegiornale che provava ad essere degno di questo nome in quest' epoca grottesca. Vediamo. Il tg1 e il tg2 si autocensurano e incartano le notizie in modo farisiaco; il tg3 è palesemente di parte; tg4 e quello di italia1 sono poco più che bollettini di casa regnante. Rimaneva l'anomalia del tg5 proprio dentro il castello del cavaliere. E allora eccolo lì, il gagà della notizia, il Carlo, anzi il carlino del padrone. C'è il processo Dell' Utri a Palermo? E lui non manda a seguirlo il solito corrispondente dalla Sicilia, ma un nuovo redattore, figlio di uno degli avvocati difensori del senatore forzista! Suppongo assunto per meriti e provata competenza.

Che bello che deve essere avere un culo che si infila in ogni pantalone! Ma che tristezza è diventata l' informazione in Italia!
 


POESIA

Wislawa Szymborska già l' avete letta in questo spazio. Qui si mette dalla parte del gatto al quale viene a mancare il padrone. Lirica delicatissima, formidabile, commovente.

Morire, questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi alle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.

Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.

Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piatto
non è quella di prima.

Qui c'era qualcuno, c'era:
e poi d' un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.
Cosa si può fare?
Aspettare e dormire.

Che provi solo a tornare
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto non si fa così.
Gli si andrà incontro
come se non se ne avesse voglia
su zampe molto offese.
E all' inizio niente salti né squittii!
 

( W.S.)