PRETI

Smanetto col telecomando come una furia, alla ricerca del nulla in quello schermo che ormai sembra irridere alla speranza di vedervi qualcosa compatibile coi livelli elementari dell' intelletto.
Mi fermo su una stazione lombarda dove tutti urlano e non si capisce nemmeno l' argomento.
Una di quelle emittenti preferite da personaggi come un tal Prosperini, ex leghista della prima ora, forcaiolo ai tempi di mani pulite, ora esponente di An e persecutore dei giudici.

Un tizio ambito dalle Università americane che studiano la formazione primordiale del pensiero.
Vedo un prete, nero nell' abito e nell' animo. Blatera di fede da difendere, di religioni vere e false ( ovviamente secondo il suo giudizio ispirato evidentemente dal padreterno) , di nuove crociate contro immigrati islamici e infedeli. Usa un tono da inquisizione. Sulle prime rimango attonito. Poi rido.

Il linguaggio, la veemenza della predica, i concetti espressi, lo facevano assomigliare né più, né meno, a un Mullah integralista che predica la Jihad in una moschea degli hezbollah libanesi!!!! Possibile che non se ne rendesse conto? E l' insegnamento di Cristo che fine ha fatto? E quei due idioti, seduti accanto al feroce prete nero, che annuivano con l' espressione di un totano dislessico? Da dove sbucano simili figuri? Dalla nostra stessa società, sono i nostri vicini di casa, colleghi di lavoro. Da rabbrividire.

Ma non potrebbero combattere tra di loro i sacerdoti estremisti di tutte le religioni? Così eviterebbero di appestare il mondo, come cercano di fare ogni giorno che il loro rispettivo Dio manda in Terra!
 


POESIA

Ungaretti ricorda sua madre in questa lirica struggente. Può servire a tutti per una sosta salutare dalle frenetiche attività quotidiane; giusto per ricordare una persona cara che non è più con noi. Poi possiamo riprendere a correre.

Il volto già scomparso
ma gli occhi ancora vivi
dal guanciale volgeva alla finestra.
E riempivano passeri la stanza
verso le briciole sparse
per distrarre il suo bambino.

Ora potrò baciare solo in sogno
le fiduciose mani..
e discorro, lavoro,
sono mutato, temo, fumo...
come si può che io regga a tanta notte?

Ora dov' è l' ingenua voce
Che in corsa risuonando per le stanze
sollevava dai crucci un uomo stanco?
...in cielo cerco il tuo felice volto
e i miei occhi in me null' altro vedono.

Ma forse qui vicino passi
dicendo " questo sole e tanto spazio
ti calmino. Nel puro vento udire
puoi la mia voce. Sono per te
l' aurora e intatto giorno".

( giuseppe ungaretti)