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L’
EVOLUZIONE SPARITA Ci sono
volute cinquantamila firme di scienziati, esponenti del mondo
culturale e universitario, per convincere la ministra Moratti a far
tornare Darwin nei programmi scolastici, dai quali lo aveva estirpato.
C'è da chiedersi però come sia stato possibile che uno dei paesi
cosiddetti avanzati, all' alba del terzo millennio, sia precipitato
all' indietro di un secolo e mezzo.
Darwin scrisse "Sull' origine della specie attraverso la selezione
naturale" nel 1859. La sua teoria scatenò dispute furiose tra i "creazionisti"
e i seguaci del naturista inglese, che in gioventù aveva maturato l'
idea di prendere gli ordini religiosi!
Ci furono addirittura cause legali, dovute all' allontanamento di
alcuni docenti ( che avevano sposato la nuova teoria) e gli Atenei che
si rifacevano ai valori fondamentali della tradizione
giudaico-cristiana. Il termine "fondamentalismo" all' origine era
riferito proprio ai cattolici intransigenti, mentre ora richiama alla
mente i custodi dell' Islam!
Fatto sta che il creazionismo fu largamente abbandonato dalla società
scientifica e dalla parte laica della popolazione. Tra l' altro anche
tra gli "evoluzionisti" c'è chi sostiene che le due teorie possano
convivere e che dopo un "influsso divino" l' universo abbia preso ad
evolversi in modo autonomo. Invece la parte più oscurantista della
Chiesa ignora Darwin e nemmeno ne vuole discutere.
Dovremmo dunque pensare che la Signora Moratti appartenga a questa
"ala fondamentalista"?
Perché nella scuola italiana, così all' improvviso, si è cancellata la
teoria dell' evoluzione? Forse, in questo clima di "riscoperta" delle
radici Padane di alcuni, dell' onore patrio di altri, tra inni
nazionali e vescovi che raccomandano per chi votare, si è voluto
spostare all' indietro le lancette della conoscenza.
Eppure l' Italia ha avuto il Rinascimento, l' Illuminismo, la
rivoluzione industriale, la separazione tra Stato e Chiesa. Ma per la
Ministra tutto ciò evidentemente conta poco. E siamo tornati al "fondamentalismo".
POESIA
Nikolaus Lenau non riuscì
mai a completare il Don Juan, un poema epico poco amato anche dai
critici dell' epoca ( 1802 -1850 ). Ma talune sue poesie sembrano
quadri paesaggistici e un po' fiabeschi. In quella che segue la
tristezza dell' autore si innesta su un paesaggio notturno nel quale
spicca il passaggio di cervi nella controluce della luna. Leggendo
sembra di vederli....
Sullo specchio delle acque calme
la luna brilla con tenerezza,
intrecciando le rose pallide
nel verde recinto dei roseti.
I cervi corrono sulla collina
laggiù, rimirando la notte.
Talvolta, sull' intrico dei fusti,
un' ala si scrolla, sognante.
Io piango, rivolto al suolo.
In fondo all' anima scorre
un dolce ricordo di te,
una muta preghiera della sera.
( N. Lenau)
Nati non siamo per il lucro, né per le schiere, ma solo per
l'ispirazione, i dolci suoni e le preghiere
(aleksandr puskin)
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