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IMBARAZZO E INCREDULITA’ A
Bari hanno sintetizzato lo stato d' animo con una scritta su un muro
"Berlusconi era il mio Dio. Adesso sono ateo".
In effetti durante il dibattito a Ballarò il pensiero correva verso
coloro che, per dabbenaggine o superficialità, oppure soltanto per
aver creduto in buona fede alle roboanti promesse, in questi anni si
erano fidati del padrone della Fininvest.
Non mi riferisco ovviamente a cortigiani e servi sciocchi, o a coloro
che hanno incrollabili fedi ideologiche.
Ebbene quelle persone si sono trovate di fronte a un individuo a
tratti balbettante, farfuglione, che raccontava di sondaggi
inesistenti sull' assenteismo, mentre Diamanti lo contraddiceva
citandogli le statistiche di Nexus ( istituto scelto da Cavaliere per
i sondaggi in TV).
Un personaggio agitato e teso che paragonava il dato delle regionali a
quello delle europee senza però togliere le regioni dove non si è
votato; che annunciava di voler ridurre il debito del 5% del Pil
vendendo beni pubblici entro la fine dell'anno ( operazione possibile
solo cedendo il Veneto all' Austria; o la Sicila alla Libia). Che per
la riduzione delle imposte parlava di reperire le risorse tagliando
enti inutili, salvo poi non citarne manco uno, mentre la saliva gli
spuntava agli angoli della bocca. Che richiesto di giustificare quanto
dichiarato nell' intervista a Panorama, diceva incredibilmente che non
si trattava di parole sue, bensì di aver riferito il pensiero di molti
italiani! Ecco, io credo che molti ascoltatori l' altra sera siano
rimasti attoniti e sconcertati.
La chiosa finale è stata poi agghiacciante. Il presidente del
Consiglio ha affermato di essere il custode della legalità contro una
sorta di Spectre che lo contrasta formata da ( riporto testualmente) :
<< le scuole superiori, le università, i giornali, le radio, le
televisioni, la magistratura, il Consiglio di Stato e la Corte
costituzionale >>.
Ebbene se lo avessimo sentito da uno dei comici di Zelig che lo
imitano, allora ci saremmo fatti una sonora risata. Invece era proprio
il capo del nostro governo.
POESIA
Wislawa Szymborska sembra
qui lanciare un monito a tutti coloro che credono di dover campare
mille anni e si comportano di conseguenza; a coloro che vivono solo di
materialità, che non mettono in conto la vacuità di certi valori
consumistici e affaristici. Mette un brivido. Ma fa anche riflettere.
E ogni tanto riflettere ci fa così bene.....
Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata sino al collo.
Sarò costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l' obbligo
di pagare le ali.
Altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
L' inventario è preciso
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
quando e perchè
hanno aperto questo conto a nome mio.
La protesta contro di esso noi la chiamiamo anima.
E questa è l' unica voce
che manca nell' inventario.
( W.S.)
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