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KAFKA E’
VIVO E LOTTA ASSIEME A NOI
Premessa. Sembra che io una sera anziché il
barbera mi sia scolato una bottiglia di mescalina e abbia ingoiato una
manciata di pasticche di efedrina. Dopodiché mi sono lanciato su una
strada contromano e ho attraversato col rosso una via di scorrimento e
di gran traffico, a due corsie, nell' ora di punta. Operazione che non
riuscirebbe nemmeno all' uomo invisibile. Per di più il vigile
verbalizzante era fuori servizio e a bordo della sua auto. Guidando
nel traffico ha avuto la lucidità di annotare tutto.
Il giudice di pace , pur costatando l' improbabilità del fatto, non ha
potuto annullare il verbale, ma ha applicato una sanzione minima
ridotta. Con tale esito mi presento oggi presso la sede dei vigili. Il
capoccia mi fa accomodare e affida a un sottoposto il compito di
estrarre il fascicolo, sicché io possa pagare e chiudere la vicenda.
Ma Kafka è in agguato. Il sottoposto consulta tutti gli armadi, i
cassetti, i ripiani. Comincia a innervosirsi. Il capoccia apre e
chiude alcune cartelline, così, tanto per fare. L' impiegato si china
e da sotto la scrivania estrae uno scatolone urtando le gambe del capo
che sbuffa.
C'è un computer acceso, ma sullo schermo transitano solo pesci. Il
fascicolo non c'è!
Mi guardano. Allora dico " rilasciatemi un foglio nel quale si dice
che oggi sono venuto per pagare ma che non ho potuto per ....mettete
voi il motivo". Il capo si alza e dicendo adesso vedo, esce. Ho la
sensazione cha abbia compiuto un gesto strano. Ci penso e realizzo. Ha
afferrato la giacca! Difatti scompare e il sottoposto allora bestemmia
in cinese quando ci sono rogne se ne va il furbo!
Vi risparmio la scena di tutti gli impiegati che fanno passare
centinaia di cartelline. Ordine alfabetico? Per data? Ma no, alla
rinfusa! Un' ora. Una bella oretta. Invano. L' ufficio chiude devo
andarmene. Peccato non potersi incatenare al portone. Tornerò domani.
Nell' era di internet, fibre ottiche e satelliti che leggono le parole
crociate che portiamo al cesso.
E nella stessa città che ha eliminato il festival del teatro, ha fatto
scappare la fiera del cinema e ha tagliato i fondi per l' attività
culturale estiva. Giusto! La cultura distrae, poi non si lavora e il
pil cala.
POESIA
Nell' oriente antico anche gli
abbandoni evidentemente avevano la loro ritualità. Almeno così sembra
nel leggere questi versi di Tu Mu, detto il poeta del fiume azzurro
Tuttavia la raffinata cerimonia della separazione ( candele, coppe di
vino....) non lenisce il dolore. Come è giusto che sia!
Sei commossa tanto,
ma fai come nulla fosse.
Solo vedo che alla coppa d' addio
non sai sorridere.
La candela di cera, lei si ha cuore,
si rattrista che parto
e per me si scioglie in pianto
sino al mattino.
Tu Mu ( 803 - 852)
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