AL ROGO, AL ROGO!

Nel 1492 cade Granada e finisce il regno Moro della penisola Iberica. In città vivono senza problemi mussulmani ed ebrei, bianchi e neri. Ci sono centinaia di bagni pubblici poichè alla sera uomini e donne vanno a lavarsi e cambiarsi d' abito prima di andare a cena. La città è florida, tollerante ( il vino è bevuto con gioia), centro di artigianato e commerci. Per i compleanni e i matrimoni gli invitati compongono poesie e canzoni. Le strade vengono lavate in continuazione e il verde curato con amore.

I castigliani spaccano tutto, disattendono gli impegni presi, costringono la popolazione a fuggire o convertirsi, pagando anche un "riscatto". Poi arriva l' inquisizione e completa il massacro di una civiltà che durava da secoli. Durante un processo pubblico vengono allestite tribune per la gente e un palco reale come per assistere a una corrida. A un gruppo di ragazzini islamici era stata promessa la vita in cambio della conversione. Vengono portati, vestiti di bianco, al cospetto dell' inquisitore che li benedici e li avvia sui roghi. Loro protestano e il prete allora esclama che lui aveva promesso la "vita eterna". E per mantenere l' impegno..... accende le pire tra il tripudio della gente.

Le mie antiche ricerche sull' inquisizione mi passano per la mente in questi giorni. Anche stamattina leggendo la dichiarazione del cardinale Ruini sui referendum "vogliamo illuminare le coscienze..."
Che brivido! Tutta quella luce! Il Papa afferma che solo le coppie tra uomini e donne sono in grazia di Dio; e solo se benedette dal matrimonio ( religioso ovviamente!). Un bel salto indietro. Quasi ai tempi di Granada! Non tutti certo, ma io credo che ancora oggi molti prelati se avessero in mano un cerino.........
 


POESIA

Consoliamoci con l' angolo della poesia.
Giovanni Raboni ha lasciato questa valle di lacrime ( in Chiesa la pensano così) lo scorso settembre.
Fu critico letterario attento, rigoroso traduttore ( Proust, Baudelaire ...) e raffinato poeta.
Ecco come lui attende un appuntamento d' amore....

Con gli altri faccio finta di giocare
ma il giorno è lungo e mi sembra un mortorio.
Che languore è l' attesa per gli amanti!
O sole, o luna, vorrei che più spesso
vi mancasse la luce.

 

( G. R.)