E FAZIO VOLO’ IN CIELO......

Il Governatore si arroccò all' interno della Banca d' Italia con i suoi fedelissimi, mentre Borghezio con uno scolapasta in testa si dispose davanti al portone con un manipolo di camice verdi.
Sul palazzo di via Nazionale apparve la bandiera dell' Opus Dei e un grande ritratto di Padre Pio fu lanciato in alto con una mongolfiera.

Il presidente Ciampi, travestito da tartaruga Ninja cercò di penetrare dal tetto ma fu scacciato da un paio di Cardinali decisi a difendere a oltranza il Governatore e che, per l' occasione, avevano indossato l' uniforme delle guardie svizzere. L' acqua del palazzo fu avvelenata ma produsse solo il coma dell' addetto ai bagni.

I cecchini appostati sui tetti vicini e ingaggiati sulla strada dell' aeroporto di Bagdad, fecero strage di commessi (senza mai centrare il Governatore) adducendo la scusa che gli italiani si somigliano tutti.
Il presidente del consiglio passeggiava tra i cactus del suo regno di cartone in Sardegna mentre il suo attendente Letta si beccava l' olio bollente in testa, mentre tentava di scalare la facciata saltando di bifora in bifora. I leghisti decisero di organizzare la resistenza, ma sbagliarono aereo e finirono nel souk di Tunisi a litigare coi vu' cumprà.

Infine il ministro dell' economia, esasperato, rubò un ariete dal museo etnologico di Lublino e si lanciò contro il portone. L' urto con Borghezio provocò uno scambio di personalità, tuttavia i bersaglieri ( pronipoti di quelli che avevano brecciato porta Pia) dilagarono nel palazzo. La banca d' Italia fu liberata e riconsegnata allo stato italiano. Ma di Fazio nessuna traccia. Le cronache dell' epoca riferirono che la notte prima fosse asceso al cielo assieme a un arcangelo incazzato come un demonio perché aveva dovuto interrompere una partita a lancianuvole per andarlo a prendere.
Così accadde nel settembre del lontano 2005.