|
LO
SPETTACOLO DEI SENTIMENTI
Volente o nolente, durante l' estate ho
passato molto tempo davanti alla televisione, anche se spesso guardavo
il video senza badare se fosse acceso o spento. Inevitabilmente ho
visto scorrere le immagini delle tragedie, delle persone decedute in
attentati, omicidi, incidenti. Ma soprattutto ho osservato le solite
scene dei cronisti che si lanciano come avvoltoi addosso ai famigliari
delle vittime.
Mi sono chiesto come mai da qualche anno a questa parte chi è colpito
da un dolore così violento si offra con tanto trasporto a microfoni e
videocamere; anche poche ore dopo la tragedia che li ha devastati. Non
può essere solo esibizionismo o superficialità, indotta dalla
confusione tra fiction e realtà provocata dalla TV di questi tempi.
Mettersi davanti a un video, soffocare le lacrime e dover dire anche
qualcosa di sensato, costa sicuramente una fatica immane. Ma
probabilmente si ottiene anche un qualche conforto nel chiamare il
pubblico a condividere il dolore. Forse si immagina di essere
circondati da una generosa partecipazione collettiva.
Cosa ovviamente non vera. Il pubblico è solo guardone e curioso. Vuol
divorare immagini e notizie. L' interesse dei media sfuma in pochi
istanti. Il silenzio cala con fragore non appena si spengono le luci.
Ma la gente non se ne rende conto. Quasi si gratifica per tanta
attenzione. E non capisce che non è dalla spettacolo dei sentimenti
che si può trarre conforto, ma solo nel profondo della propria anima.
________________________________________________________________________
Ho visto "La bestia dentro" il tanto acclamato film della Comencini. A
me non è sembrato un gran film.
Ho scritto la recensione sul blog >>>>> http://raffaelemangano.splinder.com
Aspetto commenti in accordo o in disaccordo.
POESIA
Nello sfogliare la raccolta di Cardarelli,
dalla quale ho tratto la poesia sull' estate dell' altra settimana, mi
sono soffermato su una lirica dedicata ai genitori. Una madre gioiosa
e un padre severo.
Deve essere una combinazione largamente diffusa. Vi riconosco difatti
i caratteri anche dei miei genitori, e sono certo che molti troveranno
affinità con la propria esperienza.
Io devo al grembo che mi ha partorito
il temerario amore della vita
che m' ha tanto tradito.
Poi che nacqui da un sangue
ben fervido e gioviale.
Io nacqui da una donna che cantava
nel rimettere in ordina la casa
e, madre più trionfante che amorosa,
soleva in braccio portarmi con gloria.
Ora, ebbi un padre severo
come un santo orgoglioso.
E furon questi i due forti avversari
che m' hanno generato.
____________________
Non dobbiamo aspettare il domani, ma inventarlo.
|