DONNE E BAMBINI VIOLATI

Erode, consumato da una malattia misteriosa, sognò il profeta Michea che gli annunciava la nascita a Betlemme di colui che sarebbe diventato il dominatore di Israele. Pur col fisico purulento e in prossimità della morte Erode decise di sterminare i nuovi nati maschi della cittadina. Se non è il primo, si tratta dell' infanticidio più famoso.

Ne sono seguiti altri. Sempre orridi. Il giorno della memoria vi ho mandato quella terribile fotografia scattata in un campo di concentramento. In tutte le guerre ci sono stati massacri di bambini. Ma violenze sui minori avvengono anche in periodi non bellici. Ci sono sempre stati, ci sono, ci saranno. Eppure i bambini non dovrebbero mai essere sfiorati da crudeltà e delitti. Perché rappresentano la vita stessa, l' energia nascente, il futuro, la speranza. Sono indifesi e si fidano degli adulti. Eppure non c'è limite all' orrore. Ad Athlone, in Sudafrica, una bambina di tre anni viene stuprata. In Italia rapiscono un bambino di pochi mesi. Non credo serva scrivere altre parole.

Se non un ennesimo richiamo al "dolore esibito" di cui già ho parlato. TV, giornalisti scatenati, talk show subito in azione. E quel fratellino messo davanti alle telecamere per mandare un appello! Altra vittima incolpevole.

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A proposito di violenze, un parà americano rientrato dall' Iraq dà un passaggio a una donna, africana. La picchia ferocemente, la violenta. Il giudice italiano gli  concede le attenuanti generiche. Motivazione: il prolungato logorio psicologico della guerra gli avevano fatto perdere i valori della vita.  Ma gli americani lo portano nella base in Germania e chi si è visto si è visto.

Se qualcuno vuole commentare il blog è aperto:  http://raffaelemangano.splinder.com

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ANGOLO DELLA POESIA

Forse le donne sono più disincantate degli uomini nel pensare a quanto sia transitorio l' amore? Più consapevoli?

Maia Eugenia Vaz Ferreira, poetessa uruguayana vissuta a cavallo del '900,  probabilmente lo era e lo ha mostrato in questa sua lirica dove si accontenta di una carezza come l' ape, l' onda e il vento si accontentano di un attimo fuggente.

 

Domani forse ti dimenticherò,

ma lascia che oggi ti accarezzi;

l' ape così liba nella rosa

e poi dispiega le sue ali nell' aria.

 

Le onde azzurre del mare

baciano per un attimo la riva,

e il vento fragoroso

confessa il suo segreto e trascorre.

 

Domani forse mi dimenticherai

ma lascia che oggi ti accarezzi;

e di chi giungerà domani

nessuno conosce il nome...

 

( m.e.v. ferreira)