IL CATTOLICO DISCRIMINATO

Basta con l' emarginazione dei cattolici!" . Dietro a uno striscione con questa scritta c'era un gruppo di persone che manifestava il proprio disagio. I vertici ecclesiastici non sono mai stati così presenti e invadenti come negli ultimi mesi; esternano a tutto campo. Il Papa cita tra le nefandezze del demonio anche il riconoscimento di semplici diritti, come la reversibilità della pensione o l' uso di un' abitazione, alle coppie di fatto .

Trovo che la faccenda stia assumendo contorni paradossali, kafkiani. Un Paese davvero progredito è tale quando si basa su  due pilastri fondanti della democrazia: il rispetto dei diritti civili e la libertà di culto. Ma il secondo non DEVE mai interferire con il primo. Imporre i culti religiosi ( che devono attenere la sfera privata e spirituale) per legge significa cadere nell' integralismo e nel fondamentalismo. Esattamente come accade in molti paesi islamici che tanto critichiamo. Della stessa natura è il frapporre ostacoli all' azione di uno Stato laico e libero.

Un cattolico praticante può benissimo seguire i suoi riti, NON divorziare, NON usare lo strumento della fecondazione artificiale o dell' aborto, NON convivere senza matrimonio religioso. Può vivere secondo quanto gli dice la fede. Invece la Chiesa pretende di estendere i suoi dogmi e regole anche a chi non è credente!!! E siccome ciò non dovrebbe essere possibile, ecco che i cattolici si sentono "discriminati". Davvero curioso e grottesco! Ma Ruini non si rende conto che non siamo più all' epoca del Papa Re? E i cattolici perchè non mettono in pratica il principio evangelico della tolleranza per chi non la pensa come loro?

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Da oggi il Prozac può essere dato anche ai bambini di otto anni, qualora siano stressati. Aggiungerei i sigari, l' ingresso nei Casino e un buono da consumare in qualche bordello clandestino. Poi prenderei i genitori e li metterei in un campo di rieducazione stile Pol Pot. A volte bisogna essere drastici! Se questi figli disgraziati li lasciassero giocare anziché portarli a tennis, squash, scuola di lingue, karatè, scherma, equitazione o a competere per Genius, sarebbe già tutto risolto, senza la chimica nel cervello

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Sono transitato da Genova nei giorni scorsi. Città alla quale sono state dedicate canzoni, racconti e poesie. Una è di Dino Campana. Ricordavo di averla letta e difatti l' ho ritrovata, si chiama "Nel porto di Genova" . E' piena di luce, movimento, e insolitamente gioiosa per un poeta come lui.

 

Al porto il battello si posa.

Nel crepuscolo che brilla,

negli alberi quieti di frutti di luce,

nel paesaggio mitico

di navi nel seno dell' infinito,

ne la sera calida di felicità.

Lucente in un grande velario

il battello si scairca

ininterottamente cigolante;

e la bandiera è calata,

e il mare e il cielo è d'oro,

e sul molo

corrono i fanciulli e gridano,

con gridi di felicità.

( d.c.)