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TRA FARSA E TRAGEDIA A guardarlo non l' avreste mai detto. Renato Farina, tracagnotto e occhialuto vice direttore di quella sublime scuola di giornalismo che è il quotidiano Libero, ciellino doc, cattolico fondamentalista, proprio lui a libro paga dei servizi segreti. Per depistare, pubblicare articoli fasulli, taroccare e preparare dossier. Spiega Farina che lo ha fatto per difendere l' Italia dal terrorismo. Lodevole. Però poi scivola sul fango quando data il suo ingresso tra gli informatori al 1998 quando Bin Laden era noto solo negli ambienti finanziari di Boston. E qui inizia qualcosa di molto simile alla farsa. Perchè racconta Farina di essere andato in missione da Milosevic per scongiurare la guerra in Serbia. Bum!!! Se fosse vero che i destini di un conflitto fossero stati delegati a un Farina la farsa diverrebbe tragedia. E tra una guerra in Europa e una contro il terrorismo internazionale pare che si sia occupato anche dello scandalo Parmalat. Insomma il cronista brianzolo si era sentito un po' crociato un po' James Bond. Feltri ha esibito tutto il suo repertorio: prima lo sdegno, poi il perdono. E soldi in nero presi dal Sismi? Lo ha fatto per far risparmiare Libero, ha ghignato. Potrei suggerire qualche altra fonte di risparmi. Per esempio non mettere la carta igienica nei bagni; oppure i più prestanti della redazione potrebbero prostituirsi; o alla domenica usare i locali per un bel mercatino di abiti usati. A voglia quante se ne possono inventare. Anche Ferrara ha detto la sua, cioè che i giornalisti devono fare politica non essere neutrali, sicché lui uno come Farina lo assumerebbe subito. Ferrara ormai sta associando alla bulimia fisica una sorta di anoressia mentale. In un film degli anni 70 Nino Manfredi finisce in una grottesca vicenda di servizi segreti italian style, dove qualcuno voleva uccidere il padrone della Coca cola che alla fine non solo vive, ma si accoppia con la di lui moglie. Sì, in effetti è cambiato poco. _____________________________________________________ POESIA. Visto che Lao Tzu è piaciuto molto, vi propongo un altro suo pensiero. Passate bene questo fine di settimana. Nome o corpo: quale ti è più caro? Corpo o beni: quale conta di più? Guadagno o perdita. Quale t’affligge di più? Perché più si accumula, più si spende. Chi sa contentarsi non si disonora, chi sa fermarsi non è in pericolo e può durare a lungo.
( L. Z.) |