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IL TESTAMENTO BIOLOGICO Abbiamo già avuto modo di discutere dell' eutanasia. Ma l' apparizione di Piergiorgio Welby in televisione mi impone di tornare sull' argomento. Ha parlato attraverso la trachea, come un automa. Era doloroso ascoltare le sue parole, mentre la bocca restava chiusa e il viso immobile. Solo lo sguardo cercava di comunicare l' angoscia della sua situazione. Al dibattito era presente il solito politico ottuso. A un
padre che da 15 anni implora il rispetto delle volontà della
figlia
e a un coraggioso malato che invoca la
fine
della sua vita/ non vita, l' ex ministro opponeva trite e consunte
teorie sulla "fine naturale dell' esistenza". Come se avere tubi,
flebo,
macchine, pompe, elettrodi, in corpo sia "naturale". Soprattutto quella sua frase: tutte le sere quando prendo il Tavor per addormentarmi auguro a me stesso di non svegliarmi al mattino. Ecco, di fronte a questa dichiarazione, chiamiamolo testamento biologico, chiamiamolo come vi pare, con quali argomenti potremmo convincerlo che la sua vita debba terminare solo alla fine del processo naturale. E quella è una vita naturale, visto che sono le macchine a tenerla pulsante in modo artificioso? Io vorrei che i cattolici, o semplicemente coloro che sono fautori della vita a oltranza, provassero a convincere Welby . _______________________________________________________ L'ANGOLO DELLA POESIA:
San Francesco, delicatezza... (dino campana) |