PIETA' E SILENZIO PER ELUANA

La vicenda di Eluana ha una dimensione così profonda e così intima che, a mio parere, è stolto chi si avventuri a sproloquiare invocando ragioni etiche, morali, religiose, ideologiche o, peggio ancora, politiche.

Ho sentito il capo governo dire una cosa orribile ( una donna che potrebbe avere figli) e una falsa ( ci sono il 50% di risvegli dallo stato vegetativo permanente). Gli amanti delle statistiche sappiano che la vera percentuale è ZERO.  Poi, vedendo il padrone così disinvolto, i cani si sono messi ad abbaiare furiosamente. Trovo difficile stilare una classifica del bestiario.

In ogni caso la sera della morte mi ero sforzato di seguire qualche dibattito. Ma lo zapping è stato fatale e la voglia è passata presto. Vespa  dava fiato a ospiti nefandi, Fede con la telecamera fissa su un poster demenziale e sottofondo di preghiere, Lerner disperso in bla bla soporiferi. Con buona pace di Mentana, quella sera era davvero il caso di seguire il Grande Fratello. Meglio le volgarità, le banalità, il vuoto di un gruppo di cerebrolesi, che il turpiloquio su Eluana.  E adesso pietà e silenzio.

PS.  Lascerò scritto il da farsi nel caso finissi in uno stato di non vita,  ma vorrei che le persone a me vicine mi portassero all'estero ( Francia, Germania, Spagna, Svizzera, a loro scelta).  Inorridisco a pensare che gente come Gasparri, Calderoli o Rutelli possano decidere della mia sorte.  

 

POESIA.

Vorrei dedicare a quanti si sono affannati a dibattere sulla vita e sulla morte non una poesia. Ma un brano. Di uno scrittore francese di inizio 900. Pierre Loti.

<< Rendiamoci conto che tutta la nostra piccola, miserabile effervescenza umana, non è che una sorta di muffa formatasi attorno a un atomo emanato da una palla di fuoco. Ed anche il sole, giunto alla fine del suo ciclo, null' altro sarà stato se non una meteora effimera, una scintilla furtiva scaturita nel corso di una di quelle trasformazioni cosmiche che avvengono in tempi senza fine e senza principio >>