RAZZISMO TERMINALE

Le ronde, in fondo, sono una pagliacciata. Qualcosa tipo gli squadroni argentini, cileni o salvadoregni; ma in salsa italiana, buffoneschi. Stile leghista-valligiano-cretinismo da alpeggio. C'è ben altro in circolazione.

 

Sto bevendo un caffè nella sala parenti di un reparto di malati terminali. Cure palliative per anziani con tumori all'apparato urinario. Qualche settimana di vita. Arrivano due degenti che si trascinano la flebo su rotelle, col sacchetto appeso sul fianco. Li guardo, saluto, ricomincio a leggere il giornale. Ma ascolto i loro discorsi, visto che siedono al tavolo vicino e siamo solo noi.

 

Uno dice ( traduco dal brianzolo) : hai visto quello lì col cappellino da scemo? A me non mi piace.

E poi mi dà un fastidio quando si mette per terra a dire le sue preghiere di ateo.

( Il cappellino da scemo é quello zuccotto bianco che portano spesso gli islamici e le preghiere di ateo sono le flessioni verso la Mecca)

Risponde l'altro: io una volta o l'altra quando è li in ginocchio gli do una pedata nel culo così la smette.

 

Li ho guardati con compassione. Mi facevano pena. In procinto di abbandonare le cose terrene, con tutte le sue inutilità e vacuità, in quel momento dove tutto perde consistenza e davanti si presenta  solo il mistero, ecco, i due non erano riusciti ad accettare l'eguaglianza, la solidarietà, la  matrice umana comune.  A tanto una società malata, corrosa, becera, li aveva portati.

A quest'ora se ne saranno tutti andati. Quello col cappellino da scemo e i due suoi patetici compagni di fine corsa. Senza nemmeno sapere perché erano nemici.

r.
 
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Non poesia questa settimana. Ma una frase del Faust di Goethe così attuale!!!

 
"In fondo sei quello che sei.
Mettiti parrucche con milioni di riccioli,
colloca il piede su coturni alti un braccio:
tu resti pur sempre quello che sei".