VIAGGIO NELLA SCUOLA

Ho incontrato studenti e insegnanti in varie scuole. Sono profondamente amareggiato. Ma anche sorpreso. Amareggiato nel vedere  strutture  in pessimo stato,  attrezzature  mancanti, risorse irrisorie, impianti non a norma. Per l'ignavia dei governi, uno dopo l'altro. In una scuola non c'erano computer; in un'altra non funzionava il proiettore dell'aula magna. In un'altra ancora la professoressa che aveva organizzato l'incontro aveva anche sistemato materialmente le sedie in palestra per trasformarla in "auditorium". E altro che non sto a dire.

Poi scopri anche la volontà di professori che non mollano. Pochi nell'oceano di indifferenza che ormai circonda l'istruzione. Come dare torto a una classe che è stata abbandonata al suo destino, mal pagata, mal formata, non valorizzata, precaria. Costretta a seguire programmi ormai desueti e con poche possibilità di spaziare.  Eppure trovi ancora chi crede nel valore formativo della scuola e nel proprio ruolo. Ammirevoli.

Infine i ragazzi. Certo, sono distratti, bombardati da una miriade di sollecitazioni di varia natura, diseducati all'impegno, attratti da modelli che badano a forma e non a sostanza. Imbrigliati essi stessi in una società confusa e mediocre. Poi li incontri e scopri la loro voglia di esprimersi, la creatività  repressa, le potenzialità non valorizzate. Magari il tema di questi incontri ( il clima e l'ambiente) li ha stimolati a riflettere. Però  si è  parlato anche d'altro. E rimangono due/ tre ora a discutere;  incalzano, propongono, si confrontano.

E allora mi vien da pensare. Per esempio che con i soldi del PONTE si sistemerebbero TUTTI gli edifici scolastici d' Italia.  Ma soprattutto che andrebbe ripreso dalle fondamenta il concetto di "istruzione e formazione". Perché una nazione che non crede nel valore dello studio, che non sa adeguare la scuola alle necessità dell'oggi, che non valorizza il ruolo di chi educa e forma,  che non capisce che i ragazzi sono una grande risorsa, ecco una nazione così non ha futuro. Sparge valori deboli,  quotidianità effimera, cecità culturale, ignoranza intellettuale. Così ci si spegne.

 


L’ uomo ha questa scelta: lasciar entrare la luce o tenere le persiane chiuse
( Edmond Rostand)